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Una nuova vita nella ridente città di Bacolod

Nicolò R.Un anno scolastico nelle Filippine
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Bacolod mi ha accolto con il calore della sua gente e la bellezza dei suoi sorrisi, trasformando una terra lontana nella mia seconda casa

Ricominciare da zero a Bacolod ha significato immergersi in una cultura vibrante, fatta di accoglienza e di una gioia di vivere contagiosa. Tra la scuola, la mia fantastica famiglia ospitante e le tradizioni delle Filippine, in questa ridente città ho capito che andare all'estero non significa solo viaggiare, ma imparare a vivere il mondo con occhi nuovi.

KUMUSTA!

Mi chiamo Nicolò e sono uno studente di Padova. Sto vivendo la mia fantastica esperienza di dieci mesi nelle Filippine grazie alla Borsa di Studio della Cassa di Risparmio Padova e Rovigo.

Per me questa Borsa di Studio vuol dire tutto, innanzitutto la realizzazione del mio sogno più grande. Vivere e studiare in un altro paese, da quando ho iniziato il mio percorso scolastico alle scuole superiori, è stata la mia aspirazione più grande e oggi finalmente posso dire di averla realizzata.

E’ un’occasione unica nella vita, di cui approfittare al massimo e di cui essere fieri e grati.

Le Filippine hanno una cultura per certi aspetti simile alla nostra, probabilmente a causa delle colonizzazioni spagnole e inglesi e del cristianesimo, e spesso ritrovo un pezzo di Italia nella vita di tutti i giorni. Una cosa italiana che mi ha colpito è stato proprio il cibo poiché i miei compagni di classe mi hanno fatto provare piatti di ristoranti italiani a Bacolod. Devo dire però che erano decisamente lontani dalla nostra cucina italiana!

Moltissimo qui è diverso, a partire dai pasti e dal cibo. Molti modi di parlare, espressioni e comportamenti che vengono poi tradotti nella lingua inglese sono ancora difficili da capire e interpretare, ma è proprio questo il bello di affrontare una cultura diversa.

Mi trovo da ormai due mesi e mezzo nella ridente città di Bacolod, nella parte occidentale dell’isola di Negros.

Qui frequento il Grade 12 STEM della Bacolod Tay Tung High School, scuola cinese nel centro della città.

La mia giornata tipo inizia alle 6:30 con una colazione tipica filippina molto varia. Alle 7:30 si prende il jeepney, uno dei mezzi più comuni nelle Filippine per spostarsi.

La scuola inizia alle 8 e termina alle 16: sono 7 ore di lezione con una pausa di un’ora per il pranzo. Nelle settimane di lezioni in presenza si va a scuola dal lunedì al giovedì, mentre il venerdì è riservato ad attività comuni, club e allenamenti.

La mia materia preferita, ma anche quella che trovo più difficile, è chimica: rispetto a quella della scuola italiana è molto più pratica, poiché si va una volta a settimana in laboratorio e si prova con mano ciò che si studia.

In generale il metodo d’insegnamento è più innovativo, molte verifiche o compiti sono fatti online e la cooperazione tra studenti è alla base dell’apprendimento.

A scuola studio cinese e tagalog e devo dire che sono entrambe difficili, specialmente per un beginner come me.

Nella prima settimana di scuola sono entrato a far parte della squadra di basket della Senior High School, per questo dopo scuola ho sempre allenamento fino alle 19.

Durante il weekend esco molto spesso con i miei amici oppure partecipo a molte attività con la mia famiglia ospitante o con Intercultura, come incontri con personaggi importanti della città (sindaco e governatore), interviste radio e altri eventi oppure come giornate nei paradisi tropicali che il paese offre.

L’idea di partire è nata da un mix di pensieri legati al mio futuro e alla curiosità.

La prospettiva di poter viaggiare e capire come è il mondo è sempre affascinante e qualche volta sembra troppo lontana, ma queste occasioni uniche servono proprio ad annullare la distanza.

La cosa che mi spaventava di più all’inizio era il pensiero della solitudine, pensavo sarei rimasto solo per mille ragioni, ma fortunatamente il popolo filippino è conosciuto in tutto il mondo per la sua ospitalità e gentilezza e ho subito fatte moltissime nuove conoscenze.

Io penso che gli studenti che intraprendono queste esperienze abbiano coraggio. Non è facile lasciarsi alle spalle casa, famiglia, amici per un anno, ma se si pensa invece a ciò che vi aspetta quando intraprendete un’esperienza tale, ai mille momenti divertenti, alle novità e ai molti frutti che questa porterà, il progetto fa proprio al caso vostro.

Perciò non abbiate paura, non guardatevi indietro e buttatevi, entrate a far parte della famiglia di Intercultura!

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Nicolò R.

Teolo (PD)Un anno scolastico nelle Filippine