Come un anno all'estero ti insegna a conoscerti davvero

Fuori dalla comfort zone hai la possibilità di ricrearti e di esprimerti al meglio
Come un anno all'estero ti insegna a conoscerti davvero
Partire per un anno all'estero con Intercultura è un viaggio che va ben oltre la scoperta di un nuovo Paese o l'apprendimento di una lingua straniera. È, prima di tutto, un incredibile percorso di crescita personale e di esplorazione interiore. L'altalena delle emozioni: abbracciare gli "Emotional Up and Down"Vivere un'esperienza di questo tipo significa accettare che il proprio umore possa diventare simile a un'onda che viaggia nell'oceano, caratterizzata da inevitabili alti e bassi. Spesso si pensa che i momenti difficili siano solo un ostacolo, ma la verità è un'altra: la negatività, quando si presenta, costringe a fermarsi, a riflettere e a guardare in faccia i problemi per superarli. Attraversare queste montagne russe emotive – gli "Emotional Up and Down" – aiuta a ragionare su se stessi, sulle proprie idee e sul modo in cui si reagisce agli stimoli della vita. Cogliere ogni sfida con positività permette di accogliere l'avventura a braccia aperte. Ritrovare se stessi fuori dalla comfort zone
Andare lontano da casa e stravolgere le proprie abitudini offre un’opportunità straordinaria: quella di uscire dalla propria comfort zone per ricrearsi, scoprirsi e imparare a esprimersi ancora meglio rispetto al passato. È in questo spazio di totale novità che possono nascere passioni inedite. C'è chi scopre l'amore per l'editing, chi coltiva la fotografia o chi si affida al journaling (la scrittura di un diario personale), uno strumento terapeutico utilissimo sia per sfogarsi nei momenti complessi, sia per cristallizzare i ricordi più belli che non si vogliono dimenticare. Tutto, d'altronde, ha sempre due facce della medaglia. L'arte di non farsi troppe domande
A volte il segreto per godersi appieno un'esperienza interculturale risiede in una filosofia di accettazione. Esiste una parola giapponese, "Shōganai" (しょうがない), che racchiude un grande insegnamento: l'invito a lasciare andare ciò che non si può controllare, senza farsi troppe domande. Il viaggio insegna anche questo: ad accogliere l'imprevisto con curiosità e ad abbracciare il cambiamento senza riserve.

























Gioele G.
Vasto (CH)Un semestre scolastico in Irlanda